Per chi suona la Campana? E il vento perché Sibilla?

Da tempo risbucava questo nome nelle note biografiche di alcuni poeti italiani, Luzi, Cascella, Quasimodo per citarne alcuni, una vera e propria serial killer… tale Sibilla Aleramo.

Ho letto la corrispondenza con Dino Campana, si intuisce il loro amore violento e disperato, perché il poeta dei Canti Orfici stava progressivamente perdendo la ragione e non riuscì a contenere quel sentimento, tanto acerbo, per quella donna in fondo leziosa, innamorata di lui ma forse più dell’amore.

Campana è timido, all’inizio le scrive in francese, Aleramo un fiume di passione esclamativa.

Come riporta puntuta quella cartolina, in risposta alla mai rinvenuta prima lettera di Sibilla, usa a contattare con scientifica consuetudine i giovani poeti per i quali provava ammirazione:

finita la guerra non esisterò più ammesso che esista ancora

Davvero Dino ne eri consapevole? …così andò, man mano che la nevrastenia, come la chiamavi, ti aggrediva Sibilla diveniva sempre più una chimera…
Ma è indiscusso, hai vinto tu, Lei avrà collezionato altri amori altri scrittori, avrà vissuto a lungo, mentre tu beh, sei Dino Campana.

 

 

 

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