giardinaggio satanico

In realtà, l’unica cosa nell’appartamento a cui Crowley dedicasse davvero qualche attenzione erano le piante. Enormi, verdi e rigogliose, con foglie luminose, raggianti, in piena salute. Questo perché, una volta la settimana, Crowley si aggirava per la casa con uno spruzzino di plastica verde, bagnava le piante e si rivolgeva a loro. Aveva sentito dell’idea di parlare alle piante all’inizio degli anni ’70 su Radio Four, e l’aveva considerata un’idea eccellente. A dirla tutta, forse, parlare non è il verbo giusto per spiegare cosa faceva esattamente Crowley.

In realtà, lui instillava nelle piante il timore di Dio.
O meglio, il timore di Crowley.

Ogni due mesi circa, Crowley selezionava uno degli arbusti che crescevano troppo lentamente, che ingiallivano, appassivano, o che semplicemente non avevano un bell’aspetto, e lo mostrava agli altri.

“Dite addio al vostro amico” dichiarava. “Purtroppo bisogna darci un taglio…”

Poi usciva dall’appartamento portando con sé la pianta disobbediente, e rientrava più o meno un’ora più tardi con un grosso vaso da fiori vuoto, che avrebbe sistemato in qualche punto strategico della casa.

Le sue piante erano le più lussureggianti, le più verdeggianti e le più belle di tutta Londra.

E le più terrorizzate.

Buona apocalisse a tutti, Neil Gaiman e Terry Pratchett

 

original text, Good Omens

 

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